Comportamento verbale e Operanti verbali

Comportamento verbale e Operanti verbali

Comportamento verbale e Operanti verbali

  • Posted by Studiotorredibabele

Nel 1938, Skinner pubblicò “Il comportamento degli organismi” (The Behavior Of Organisms), il quale descriveva il condizionamento operante, o il processo attraverso il quale l’apprendimento avveniva come risultato di scelta delle conseguenze del comportamento.
Nel 1957 l’analisi comportamentale applicata venne studiata e sviluppata, e Skinner pubblicò “Verbal Behavior”, che descriveva un’analisi funzionale del comportamento verbale. Quello che fece il testo di Skinner fu estendere il condizionamento operante al comportamento verbale per riferirsi pienamente alla sfera del comportamento umano.
Skinner discuteva anche di come gli stimoli antecedenti, quando correlati con la funzione di alterare gli effetti delle conseguenze, alterano anche gli avvenimenti futuri del comportamento.

Skinner così definisce il linguaggio come un comportamento appreso, è acquisito e mantenuto dalle stesse variabili ambientali e principi che controllano il comportamento non verbale. Il comportamento verbale è rinforzato tramite la mediazione di un’altra persona.

La definizione del comportamento verbale fa una chiara distinzione tra il comportamento del parlante e quello dell’ascoltatore. Il comportamento verbale coinvolge le interazioni sociali tra parlante e ascoltatore, il parlante ottiene l’accesso al rinforzatore mentre l’ascoltatore decide come rinforzare colui che parla.

Il comportamento verbale può essere vocale o non vocale.
Un comportamento verbale vocale consiste nell’emettere suoni attraverso l’apparato vocale la cui probabilità di emissione futura è mediata da come rispondono gli altri.

Ad esempio: Parlare

Un comportamento verbale non vocale consiste invece in comportamenti non vocali la cui probabilità di emissione futura è mediata da come rispondono gli altri.

Ad esempio:
-Scrivere
-fare gesti o segni
-indicare
– usare foto/immagini

Comportamento non verbale consiste invece in comportamenti non mediati dal comportamento di un’altra persona come tossire o sbadigliare.

Skinner spiega che il linguaggio potrebbe essere analizzato in una serie di unità funzionali, con ciascun tipo di operante che serva una funzione differente.
Tra i principali operanti verbali vi sono:
Ecoico
L’Ecoico è un operante verbale relativo all’imitazione verbale con corrispondenza punto a punto col modello verbale o vocale che lo evoca. È un comportamento verbale che avviene quando una persona ripete ciò che è stato detto da un’altra persona.
Questo sta a significare che il bambino imita esattamente il linguaggio dell’insegnante. Per esempio, l’insegnate dice, “biscotto” ed il bambino ripete “biscotto” e l’insegnante dice “bravo”.

Mand
Il mand è un operante verbale per il quale la forma della risposta è sotto il controllo funzionale delle operazioni motivazionali (MO) e rinforzo specifico. È quindi un comportamento verbale controllato dagli stati di privazione e avversione; questo significa che la funzione di un mand è di richiedere o ottenere qualcosa che si vuole. Così se un bambino dice “biscotto”, significa che il bambino sta richiedendo il biscotto e dovremmo darglielo.
Questa conseguenza positiva (rinforzo) del mand farà si che il comportamento verrà più facilmente ripetuto in futuro.

Tact
Il tact è un tipo di operante verbale in cui un parlante nomina le cose e le azioni con le quali egli ha un contatto diretto attraverso una qualsiasi delle modalità di rilevamento.

Ad esempio, un bambino dice “macchina” perché vede una macchina. Questo è un tact.

Un’ampia varietà di stimoli non verbali evoca le relazioni di tact. Ad esempio, una torta produce stimoli visivi, tattili, olfattivi e gustativi non verbali, ognuno dei quali può diventare Sd per il tact “torta”. Gli stimoli non verbali possono essere, ad esempio, sostantivi, verbi, preposizioni, aggettivi o avverbi.

Quindi il tact viene evocato da uno stimolo antecedente non verbale e seguito da un rinforzatore generalizzato.

Intraverbale
L’intraverbale è un comportamento verbale che dipende dal controllo di un altro comportamento verbale e viene rinforzato attraverso rinforzi sociali. L’intraverbale non mostra corrispondenza punto a punto con lo stimolo che lo evoca.
L’intraverbale è tipicamente rappresentato in termini di linguaggio di conversazione perchè esso è costituito da risposte al linguaggio di un’altra persona o di completamento frase.
Esempio:
Insegnante: “sto mangiando il…”
Bambino: “biscotto”
Il completamento della frase da parte del bambino è un intraverbale!

Un altro esempio è dire “scarpe” quando qualcun altro chiede “cosa indossi nei tuoi piedi?”.

Tutti questi operanti verbali, insieme con MO/EO, possono insegnare ad acquisire il linguaggio.

È importante ricordare che il lavoro dovrebbe essere sempre personalizzato e programmato da un professionista del settore!

Vi auguriamo buona giornata e buon lavoro.