Generalizzazione: come estendere un comportamento a nuovi contesti

Generalizzazione: come estendere un comportamento a nuovi contesti

  • Posted by Studiotorredibabele

Un training produce una generalizzazione quando il comportamento a cui si è rivolto viene trasferito dalla situazione in cui viene svolto il training all’ambiente naturale. Generalizzare una abilità acquisita è la capacità di utilizzare gli apprendimenti acquisiti in contesti differenti dal contesto specifico in cui sono stati appresi.

Esistono diverse ragioni per cui essa si può verificare:

  1. Generalizzazione dello stimolo in base a somiglianza fisica. Più due stimoli sono simili tra loro, più si verificherà una generalizzazione dall’uno all’altro. Esempio: Un bambino impara a chiamare “cagnolino” una creatura grossa, pelosa e a quattro zampe. Più avanti vedrà un diverso tipo di grosso cane e lo chiamerà “cagnolino”;
  2. Generalizzazione dello stimolo in base all’apprendimento concettuale. Si verifica quando la persona identifica la classe di stimoli. La classe di stimoli è un insieme di stimoli, ognuno dei quali presenta una certa caratteristica fisica comune. Esempio: Riconoscere oggetti rossi o blu;
  1. Generalizzazione dello stimolo in base in base alle classi di equivalenza. Nelle classi di equivalenza tutti gli elementi controllano la stessa risposta, ma sono fisicamente molto diversi. Esempio: Tre, 3, III. Gli studi sull’equivalenza hanno solitamente utilizzato addestramenti del tipo maching-to-simple.

Perché sia efficace un cambiamento comportamentale deve produrre una generalizzazione dello stimolo dalla situazione di formazione all’ambiente naturale e, a volte, favorire anche una generalizzazione della risposta a nuovi comportamenti.

I fattori che influiscono sull’efficacia di un programma di generalizzazione sono:

  1. Programmare la generalizzazione dello stimolo, attraverso due situazioni: (a) la situazione di training; (b) la situazione bersaglio, cioè la situazione in cui vogliamo che si verifichi la generalizzazione.
  • Allenarsi nella situazione bersaglio (nell’ambiente in cui vogliamo avvenga la generalizzazione)
  • Variare le condizioni del training
  • Programmare gli stimoli comuni
  • Allenarsi utilizzando un numero sufficiente di varianti dello stimolo.
  1. Programmare la generalizzazione della risposta
  • Allenarsi utilizzando un numero sufficiente di varianti di risposta
  • Variare le risposte accettabili nel corso del training.
  1. Programmare il mantenimento del comportamento.
  • Portare il comportamento sotto il controllo delle contingenze naturali di rinforzo
  • Modificare il comportamento delle persone nell’ambiente naturale.
  • Utilizzare programmi di rinforzo intermittente nella situazione di vita abituale
  • Promuovere l’autocontrollo.

Quali sono le insidie della generalizzazione? A volte può succedere che un comportamento appreso in una situazione in cui è conveniente può successivamente manifestarsi in una situazione in cui non è adeguato.

Esempio: Le manifestazioni d’affetto sono positive fino a quando non si manifestano verso sconosciuti.

Quindi per garantire la generalizzazione dello stimolo e della risposta dalla situazione di training a quella naturale e per garantire il mantenimento del comportamento, si dovrebbe osservare alcune regole:

  1. Scegliere comportamenti bersaglio che, oltre ad avere un’alta probabilità di essere rinforzati nel contesto naturale, siano utili alla persona;
  2. Insegnare il comportamento bersaglio in un contesto il più possibile simile all’ambiente in cui si vuole che esso si manifesti;
  3. Variare le condizioni educative, in modo da esporre il soggetto a quante più possibili varianti dello stimolo per trasferire così il comportamento ad altre situazioni e rinforzare diverse varianti del comportamento desiderabile;
  4. Programmare stimoli comuni (come le regole) che possano facilitare la generalizzazione ad ambienti nuovi;
  5. Ridurre gradualmente la frequenza del rinforzo nella situazione di training fino a che non sia inferiore a quello incontrato nell’ambiente naturale;
  6. Accertarsi che nell’ambiente naturale si verifichi una quantità sufficiente di rinforzo per il mantenimento del comportamento bersaglio.

Vi invitiamo sempre a rivolgervi ad un Professionista del settore, il lavoro dovrebbe essere sempre personalizzato e programmato.

Buon lavoro!

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